Risparmiare sulla Spesa Coi Farmers Market

I Farmers Market, meglio conosciuti come mercati del contadino, permettono di acquistare direttamente dal produttore con vantaggi considerevoli. Un consumo etico, responsabile ed eco sostenibile per un settore in continua espansione, sviluppatosi in tutta la penisola.

Mercati del contadino

Comprare dagli agricoltori fa risparmiare soldi, accorcia la filiera riducendo l’emissione di CO2 nell’ambiente, offre l’opportunità di accertare la qualità dei prodotti e crea nuove opportunità di business.

Con i costi di trasporto che non accennano a scendere e con l’incessante speculazione dei distributori, si aprono nuovi scenari per chi in Italia vuole fare una spesa responsabile, spendendo poco.

I Farmer Market, ovvero i mercati del contadino a km 0 (così come i cosiddetti bancomat a Km zero) sono in sintonia con uno stile di vita eco friendly, rispecchiano un modello di consumo più sostenibile e per questo interessano un numero sempre maggiore di consumatori.

Il mercato dei contadini, come spiega la stessa Coldiretti, consente di fare la spesa in modo sostenibile e responsabile, risparmiando e acquistando prodotti agricoli di stagione, selezionati con cura, sempre freschi perché provenienti dai campi della regione. Permette anche di conoscere chi produce ciò che si acquista, perché sono le stesse persone che vendono.

In seguito alla regolamentazione normativa, gli enti locali hanno potuto attrezzarsi per istituire i farmers market, consapevoli delle difficoltà di molte famiglie che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese e  si rivolgeranno sempre più spesso ai mercati dei contadini i quali, grazie alla filiera corta, permettono un grosso risparmio sulla spesa.

L’istituzione dei mercati degli agricoltori è prevista dall’art. 1, comma 1065, della Finanziaria 2007 , al fine di promuovere lo sviluppo dei mercati degli imprenditori agricoli a vendita diretta.

Dopo solo due anni dall’istituzione dei mercati del contadino i risultati sono stati superiori alle aspettative.

Una nuova risorsa online, oltre ad offrire questo utile servizio al consumatore, fornisce le ultime notizie e la rassegna stampa a tema, consigli ai produttori e ai consumatori. Il mercato contadino offre nello stesso tempo low cost e qualità. Il prezzo basso è dovuto all’accorciamento della filiera produttore-consumatore con l’eliminazione degli intermediari che permettono un abbattimento medio del prezzo del 30%.

La qualità in quanto il consumatore ha un rapporto diretto con il produttore (contadino) il quale può fornire tutte le indicazioni dalla raccolta, alla modalità di conservazione ed ai consigli culinari. Tra gli altri vantaggi dei farmers market si annoverano le tecniche biologiche di coltivazione dei prodotti ed il rispetto delle stagionalità.

Secondo un rapporto diffuso da Coldiretti aumenta la spesa nei mercati degli agricoltori che nel 2010 hanno registrato un vero e proprio boom con una crescita del 28 per cento delle strutture attive, dove durante l’anno hanno fatto acquisti più di 8 milioni di italiani.

Circa 16mila imprenditori agricoli hanno messo in vendita i propri prodotti, realizzando un fatturato complessivo stimato in 320 milioni di euro, con una spesa per il consumatore medio che ad ogni visita si è attestata intorno ai 26 euro.

Non solo frutta e verdura: nei mercati dei contadini è possibile acquistare anche formaggi e salumi, vino, latte, pane, conserve di frutta, frutta secca, biscotti ed i legumi, miele.

Non la pensa allo stesso modo Confcommercio secondo cui i famosi mercatini a Km 0, sono spesso formati da operatori che non rispettano le regole imposte ai farmer’s market, prima fra tutte la territorialità dei prodotti.

Dopo diverse valutazioni e verifiche effettuate, Confcommercio ha deciso di chiedere l’istituzione di un organo di controllo che vigili sull’igiene alimentare e sui prezzi che non devono essere superiori a quelli di un negozio tradizionale o di una bancarella.

Solo un anno dopo la nascita dei mercati del contadino, Confcommercio espresse le proprie perplessità evidenziando nei farmers market una tracciabilità inesistente, concorrenza sleale e nessun vantaggio per i consumatori.

Della stessa opinione alcuni operatori ortofrutticoli secondo i quali non sempre i contadini sono in grado di soddisfare le richieste delle gente. Il rischio è che si acquistino prodotti provenienti dal mercato all’ingrosso e non coltivati in proprio come dovrebbe essere, senza contare che spesso i prezzi sono molto più alti di quanto dovrebbero.

Come stanno davvero le cose? Probabilmente la verità sta nel mezzo. Ci saranno di certo alcuni contadini che operano in modo corretto così come ce ne stanno altri che non rispettano le regole. Se un contadino ispira poca fiducia, ci si può sempre rivolgere altrove.

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